HomeArchivio articoli degli autoriDaniele TrabuccoIl grande Papa San Pio X contro il paradigma della Ragione “Ristretta”

Il grande Papa San Pio X contro il paradigma della Ragione “Ristretta”

San Pio X ammonisce come i “modernisti” allontanino dalla salvezza eterna e come l’agnosticismo sia l’anticamera dell’ateismo, inteso come espunzione di Dio dalla scienza e dalla storia di Daniele Trabucco

San Pio X, pontefice della Chiesa universale dal 1903 al 1914, é stato uno dei piú grandi Papi della storia. La sua grandezza sta proprio nell’aver intuito, con sapienza profetica, i mali della modernitá e nell’aver cercato di opporvi un rimedio. In particolare, nella nota Lettera Enciclica “Pascendi Dominici Gregis” del 1907 di condanna dell’eresia modernista, Papa Sarto, grazie anche al prezioso ausilio del teologo francese padre Joseph Lemius (1860-1923), missionario degli oblati di Maria Immacolata, distingue i vari volti attraverso i quali si presenta “il modernista”, prendendo le mosse dalla prospettiva filosofica.

Il modernismo filosofico, spiega molto chiaramente Papa san Pio X, accoglie le istanze del criticismo kantiano con l’impossibilitá di una vera conoscenza della realtá: attraverso le forme a priori di spazio e tempo e le categorie l’uomo conosce unicamente il fenomeno, ossia ció che appare in relazione al soggetto conoscente.

Una concezione di ragione, dunque, “ristretta”, l’opposto di quella contemplativa che proviene dal realismo aristotelico-tomista o “allargata” di cui parla Benedetto XVI (pontefice dal 2005 al 2013).

É evidente che questa visione sfocia nell’agnosticismo, in ragione del fatto che il pensiero umano, non potendo andare oltre la realtá fenomenica, non puó in alcun modo né conoscere, né risolvere i problemi religiosi e metafisici (Sanguinetti). Detto diversamente, si nega alla ragione teoretica qualunque possibilitá di conoscere il vero, pur ammettendo una realtá superiore “inconoscibile”.

Giuseppe Sarto comprende, quindi, che non solo l’agnosticismo (pars destruens) é l’anticamera dell’ateismo, inteso come espunzione di Dio dalla scienza e dalla storia, ma anche che l’accoglimento del principio di immanenza sul piano gnoseologico (cioé della conoscenza), conseguente all’esclusione del trascendente, relega il sentimento religioso e la fede ad una dimensione puramente interna, ad un bisogno vitale “al di sotto della coscienza”.

Tuttavia, questo conduce a quell’irrazionalismo religioso giá condannato dal Concilio Vaticano I. San Pio X, conscio di ció, ammonisce come i “modernisti” allontanino, con la loro opera portata avanti all’interno della Chiesa, dalla salvezza eterna, perché “che niuna parte risparmiano della cattolica verità, niuna che non cerchino di contaminare”.

E molti vi cadono….anche e soprattutto oggi.

Prof. Daniele Trabucco Costituzionalista il 22 Aprile 2024

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