HomeArchivio articoli degli autoriAndrea ComettiIl panteganino "Orazio” di Treviso è morto?

Il panteganino “Orazio” di Treviso è morto?

Dopo lupi e orsi che scorrazzano nei nostri giardini, sarà giunta l’ora di tutelare anche le povere e bistrattate pantegane?

Apprendiamo affranti che, secondo l’Oipa di Treviso  – Organizzazione internazionale per la protezione degli animali – il topolino Orazio è morto nella notte di Pasqua! La triste notizia, che ci ha rovinato la vetusta festa per la Resurrezione del Cristo, chiamata Pasqua – facendola passare in secondo piano, come la cronaca estera che paventa una 3^ Guerra Mondiale, (forse nucleare, ma questo è un dettaglio trascurabile) – la si apprende dal sito Facebook di questa Onlus e ampliamente ripresa dalla stampa nazionale, in particolare da “Il Messaggero di Roma”.

Il casus belli di Treviso narra di un “Panteganino” soccorso sabato dai volontari dell’Oipa, trovato in centro città riverso su un fianco, il topo dicono: “respirava a fatica”, accanto a lui qualcuno aveva lasciato un cracker, forse un biscotto e una prodiga passante l’aveva messo al sicuro contattando, appunto gli “Angeli dell’Oipa” che, per ringraziarla le avevano dedicato un post, sottolineando come: “Ogni persona possa fare la differenza”.

Ma, guarda caso come nasce un “Tormentone” giornalistico è proprio sotto al post pubblicato da “Il Messaggero” che decine di utenti Facebook hanno iniziato a pubblicare commenti pieni d’odio verso i soccorritori del povero ratto: “Invece di salvare i topi salvate un essere umano che ha bisogno, Ipocriti” e ancora: “ . . e poi mettono i genitori anziani nelle Rsa“, i soliti haters “Odiatori seriali” senza cuore insomma e i soliti social che sono diventati: “L’unico modo per alcuni di riversare odio scrivendo qualsiasi cosa gli passi per la mente”.

L’Oipa di Treviso è poi intervenuta direttamente con alcune considerazioni sull’incresciosa diatriba: “Non avremmo mai pensato che il racconto di un salvataggio potesse arrivare a tanto in tutti i sensi. Questo ci fa pensare a una sola cosa: occuparsi di qualcuno o qualcosa in difficoltà è davvero diventato così strano in questo mondo? Probabilmente sì. Il nostro post voleva, come sempre, riuscire a muovere le coscienze e far capire a chi avrebbe letto il suo racconto che ognuno di noi ha il potere e la responsabilità di fare qualcosa. Dall’altra sapevamo che avremmo avuto molte critiche, l’avevamo già messo in preventivo”.

Treviso capoluogo della Marca Gioiosa è sempre stata abitata da numerose pantegane e nuvole di piccioni, come una piccola Venezia in terra ferma, con il Sile e i tanti fiumiciattoli che l’attraversa Treviso è il regno ideale per Orazio e i suoi numerosi fratelli “Panteganini” che, vivendo nelle fogne si vedono fortunatamente di rado per le strade, ma ciclicamente l’amministrazione comunale stessa si fa carico delle adeguate derattizzazioni, con trappole e veleni, cui probabilmente lo sfortunato topo “Orazio” è stato vittima.

Ognuno in questo pazzo mondo “al contrario” ha le proprie priorità e forse qualcuno dell’Oipa chiederà ad un giudice l’autopsia del povero Orazio per intentare una causa all’improvvido Comune di Treviso: dopo lupi e orsi, che ormai scorrazzano nei nostri giardini: sarà giunta l’ora – in barba alle leggende sulla “Peste Nera” e la leptospirosi – di tutelare finalmente anche le povere e bistrattate “Panteganine di fogna“?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Vedi: https://www.oipa.org/italia/  e  https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/l/leptospirosi

In redazione AC il 02 Aprile 2024

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