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Suicidio assistito: “Il tradimento del voto Cattolico”

La nuova legge regionale sul suicidio assistito in Veneto e l’amarezza espressa dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Pro Vita & Famiglia: “È la sofferenza che va soppressa, non il sofferente”.

Infine dopo vari tentativi la linea dell’ex Doge Luca Zaia passa: il Veneto è la quarta regione italiana ad approvare una legge sulle procedure per il suicidio medicalmente assistito dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna e che ha  visto votare a favore 32 consiglieri, 14 contrari e 5 astenuti. (Vedi tabella nominale).

Andata in frantumi la maggioranza di centro-destra, esulta il radicale di lungo corso Marco Cappato e tutta l’opposizione di sinistra che insieme alla Lega, tranne il capogruppo Riccardo Barbisan hanno portato a questo risultato votando Sì; favorevole anche il consigliere indipendentista di Liga Veneta Repubblica Alessio Morosin; contrari cioè hanno votato No: Fratelli d’Italia, i due consiglieri di Resistere Veneto Riccardo Szumsky e Davide Lovat e il consigliere vanacciano di Futuro Nazionale Stefano Valdegamberi. Astenuti, ma di fatto era un Sì, vista la posizione di Marina Berlusconi, i 5 consiglieri di Forza Italia.

Se tra i commenti, oltre a quello “non pervenuto” della terza carica dello stato il leghista super-cattolico  Lorenzo Fontana, presidente veneto della Camera dei Deputati, colpisce l’amarezza espressa dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia che in un comunicato esprime: “preoccupazione per le persone fragili”, per “Un modello culturale e di sanità che possono portare ad una deriva difficilmente controllabile”. Il suo comunicato recita testualmente: «A seguito dell’approvazione della legge regionale sul suicidio assistito, si esprime amarezza poiché, in tal modo, si afferma un modello culturale e un modello di sanità che possono portare ad una deriva difficilmente controllabile. La percezione della dignità della vita umana appare da oggi meno tutelata. C’è soprattutto grande preoccupazione per le persone fragili e sole, ossia per le persone che affrontano la vecchiaia e il suo epilogo non potendo contare su un effettivo accompagnamento e supporto umano e affettivo. Quanto alle motivazioni psicologiche – i cui margini di interpretazione soggettiva sono ampi – è evidente che di volta in volta le situazioni in cui sarà consentito intervenire col suicidio assistito tenderanno a moltiplicarsi. In alcuni dei sostenitori della legge in oggetto, essa è intesa come l’inizio di un processo ampliabile. E così si rischia di aprire a un soggettivismo interpretativo per cui è logico domandarsi quali saranno i criteri effettivamente utilizzati per definire e valutare oggettivamente, di volta in volta, una sofferenza come “insopportabile”. Oggi non ha vinto o perso qualcuno, ma, certo, un modello di vicinanza umana è stato, in qualche modo, ferito e limitato. L’impegno ora è di promuovere di più e meglio una cultura di prossimità, specialmente nei momenti in cui la vita diventa difficile e fortemente compromessa. L’impegno è di accompagnare le persone, sempre più e con i mezzi tecnici che oggi la scienza ci offre. Non ci si riferisce – è chiaro – ad alcuna forma di accanimento terapeutico ma, piuttosto, a quelle cure palliative di provata efficacia nel ridurre il dolore. Infine, l’auspicio che l’obiezione di coscienza sia davvero garantita in tutti i momenti e in tutti i soggetti interessati da tali protocolli sanitari».

L’associazione Pro Vita & Famiglia denuncia la completa deriva ideologica pro morte che ha seguito la votazione in Consiglio Regionale del Veneto, dopo la regione governata dal leghista Alberto Stefani, Forza Italia e Lega stanno presentando analoghe proposte in Puglia e Sicilia e dopo  le dichiarazioni del ministro Zangrillo, Antonio Brandi presidente Pro Vita & Famiglia chiede un chiarimento a Tajani e Salvini: “Chiediamo ad Antonio Tajani e a Matteo Salvini di chiarire pubblicamente, una volta per tutte, la posizione dei loro partiti, ricordando che sia Forza Italia che Lega non avevano nei loro programmi nazionali nessuna apertura al fine vita, addirittura con la Lega che aveva inserito il rifiuto esplicito di ogni normativa a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito. Negli ultimi mesi, però, Forza Italia a livello nazionale e Lega in Veneto hanno fatto proprio del suicidio medicalmente assistito una bandiera di partito e gli italiani hanno il diritto di sapere, dai diretti interessati, se i partiti per cui hanno votato li hanno traditi. Resta però sempre aperta la possibilità di un dietrofront, percorrendo la sola e unica strada dell’incremento delle cure palliative, perché la priorità è infatti quella di curare, mai di favorire la morte. È la sofferenza che va soppressa, non il sofferente”.

Sarà l’Eutanasia politica della Lega? tra l’altro già in grande difficoltà interna per la successione di Salvini, come accennato dal consigliere di Futuro Nazionale Stefano Valdegamberi nel suo accalorato intervento – come quello altrettanto autorevole di Davide Lovat di Resistere Veneto – fatto sta che il clima interno all’alleanza di centro-destra in previsione delle elezioni politiche del prossimo anno si sta ogni giorno più infiammando.

Fonti: https://www.patriarcatovenezia.it/legge-sul-fine-vita-il-patriarca-amarezza-e-preoccupazione-per-le-persone-fragili/ – https://www.provitaefamiglia.it/chi-siamo

In redazione l’11 Settembre 2026

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