I risultati definitivi delle Elezioni Regionali in Veneto: “Nessuno perde, tutti festeggiano? Quando la matematica non è un’opinione”.
Analizzando i risultati definitivi delle elezioni Regionali del Veneto pubblicati sul sito ministeriale Eligendo, il primo dato che impressione negativamente è un’affluenza andata ben al di sotto della quota psicologica del 50%; ovvero un preoccupante – in termini di democrazia partecipata – del 44,65% per numeri mai visti in una regione storicamente tra le più propense a non disertare le urne.
Nel dettaglio: Elettori aventi diritto al voto: 4.294.694 – Votanti effettivi: 1.917.577 – Affluenza 44,65% (precedenti elezioni 61,16%) Schede nulle: 23.429 – Schede bianche: 12.791 – Schede contestate: 85, che già portano il dato dell’affluenza ad un tondo tondo: 44% e dato che da solo rappresenta e misura il grado di fiducia e gradimento del corpo elettorale Veneto rispetto la proposta politica.
Come ampiamente previsto, primo giunge il giovane ex sindaco di Borgoricco Alberto Stefani del Centro-destra, parlamentare della Lega e uno dei 4 vice segretari nazionali che viene eletto Governatore del Veneto con 1.211.356 di voti (64,39%): Lega – Liga Veneta 607.220 (36,28%) – Fratelli d’Italia Giorgia Meloni 312.839 (18,69%) – Forza Italia Berlusconi Autonomia per il Veneto 105.375 (6,30%) – Liga Veneta Repubblica 30.703 (1,83%) che elegge lo storico Indipendentista l’avv. Alessio Morosin – Unione di Centro 28.109 (1,68%) – Noi Moderati Civici 18.768 (1,12%).
Secondo si piazza il Centro-sinistra che con l’avvocato ex sindaco di Treviso Giovanni Manildo ottiene 543.278 voti (28,88%): Pd 277.945 (16,60%) e Movimento 5 stelle 36.866 con un modesto (2,20%).
Terzo con 96.474 voti (5,13%) la sorpresa di Riccardo Szumski di Resistere che porta in Consiglio regionale anche il prof. Davide Lovat Indipendentista No-Vax da Vicenza, quarto Marco Rizzo di Democrazia Sovrana Popolare con 20.574 voti (1,09%) e fanalino di coda Fabio Bui di Popolari per il Veneto con 9.590 (0,51%).
Sul fronte dei vincitori esulta la Lega con le oltre 200.000 preferenze dell’ormai ex Luca Zaia e il doppiaggio numerico con l’alleato Fratelli d’Italia che però rispetto le politiche del 2022 perde quasi mezzo milione di voti (Politiche 2022 Camera voti 821. 620 – Europee 2024 voti 774.624 – Regionali 2025 voti 312.839): sacrificio che però nell’accordo nazionale prevede la vice presidenza e 5 assessorati al partito di Giorgia Meloni e che fa “festeggiare” e consolare il segretario regionale De Carlo e il segretario di Treviso Borgia, comunque eletto in consiglio regionale; brinda anche l’ex Lega Flavio Tosi di Forza Italia ma rimane fuori l’ex Europarlamentare Toni Da Re di recente passato sotto le insegne di Berlusconi; come nel Centro-sinistra il Verde Andrea Zanoni.
Quando la matematica non è un’opinione? Nella sostanza Alberto Stefani governerà con la fiducia direttamente espressa di neanche 3 veneti su 10, con oltre 3 milioni di elettori che a vario titolo lo hanno snobbato: questi sono i numeri nudi e crudi della nostra democrazia partecipata. Cosa avranno da festeggiare vincitori e vinti in questa specie di Lotteria di Capodanno, oltre forse all’agognata Carega rimane proprio un bel mistero.
In redazione il 25 Novembre 2025


