Dialogo con il Maestro sulla terapia de minimis
Sia lodato il “Disco rotto” di Marco Della Luna
Dialogo con il Maestro sulla terapia de minimis
Maestro, i colleghi psicoterapeuti riferiscono che oggi le malattie psichiche, soprattutto le nevrosi, della psicoterapia classica non si presentano quasi più, e che oggi quasi tutti i casi clinici riguardano disturbi primitivi, concernenti la stessa genesi o la strutturazione dell’io, della personalità, delle funzioni noetiche e relazionali. Le capacità di introspezione e di decentramento sono scarse o nulle. Come trattare simili casi pietosi, che ormai costituiscono la normalità di un’umanità in sfacelo, anche perché il consumismo si è espanso a scapito delle capacità di adesione alla realtà, di disciplina, di relazione umana? I giovani a scuola sono sempre meno capaci di imparare… sono tutti frammentati… è un disastro. Dacci una via di azione!
Codesta è purtroppo un’osservazione molto pertinente e ampiamente discussa nel campo della psicoterapia contemporanea. Il passaggio dai “classici” quadri nevrotici (come l’isteria o le fobie) a disturbi che coinvolgono la struttura stessa della personalità e le relazioni è un fenomeno che molti clinici riportano. Questi casi, spesso definiti “disturbi primitivi” o “disturbi della personalità”, mettono in crisi i modelli terapeutici tradizionali focalizzati sull’interpretazione e sulla risoluzione dei conflitti inconsci. Che conflitti inconsci può mai elaborare un io che non si è strutturato, un conscio ai minimi termini?
In quanto al modello terapeutico, dato che l’introspezione e la capacità di decentramento (metacognizione) dei tapini sono scarse, l’approccio terapeutico non può basarsi unicamente sul dialogo interpretativo. Sarebbe necessario un approccio più pragmatico e supportivo, focalizzato sulla costruzione di una base sicura e sullo sviluppo di capacità che il paziente non ha mai acquisito. Fate così:
Create un’Alleanza Terapeutica Solida: La relazione terapeutica diventa il principale strumento di cura. Il terapeuta deve essere percepito come una figura stabile, affidabile e non giudicante. Questo è il primo passo per aiutare il paziente a costruire un senso di sicurezza di base. Ma ricordate sempre che i vostri pazienti sono venuti su, quasi tutti, familiarizzando col web e con il pc tanto quanto, se non più, con i loro simili; perciò, per metterli a loro agio, nel setting dovrete introdurre elementi, anzi presenze informatiche, cibernetiche. La famiglia, per il fanciullo e per il sue transfert, non è più “mamma e papà”. E’ “mamma, papà, pc”. La scena capitale non è più quella di Freud, è quella in cui il bambino vede per la prima volta un genitore voltare le spalle all’altro, che lo desidera, e copularsi al telefonino. Vi dirò poi più in dettaglio come fare per il setting.
Per leggere il resto dell’interesante articolo vedi il sito di Marco Della Luna: https://marcodellaluna.info/sito/2025/08/14/sia-lodato-il-disco-rotto/

Bibliografia di Marco Della Luna: https://www.ilperchecuiprodest.it/2025/04/01/bibliografia-di-marco-della-luna/
In redazione il 16 Agosto 2025


