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Notizie sotto l’ombrellone: “Bologna 1980 quale verità”? di Andrea Cometti

Un giornalista fuori dal coro apre un squarcio su una verità che da oltre 40 anni attende di essere definitivamente chiarita?

In questo sonnacchioso Agosto post pandemia, con 50 gradi all’ombra e il solito “Golpe” africano, non è il declassamento del dollaro la notizia del momento, ma bensì un innocuo post di tale Carneade Marcello De Angelis e la notizia non è la solita bufala di mezza estate, vista anche la serietà dell’argomento e l’autorevolezza dell’autore.

Sul suo profilo Facebook Marcello De Angelis, ex parlamentare e responsabile comunicazione della Regione Lazio ha scritto in questi giorni dei post che hanno fatto sobbalzare non poche persone sulla sedia; il tema è a dir poco spinoso: la vergognosa strage alla stazione di Bologna avvenuta sabato 2 agosto 1980 alle 10:25.

Un fulmine a ciel sereno le dichiarazioni di De Angelis, che hanno rotto quel consolidato rituale che si svolge ogni anno nella città felsinea: appuntamento ormai fisso fatto di lunghe sfilate di sindaci, notarili comunicati istituzionali e la promessa finale rivolta ai poveri parenti delle vittime fatta dal ministro di turno di aprire finalmente gli armadi della vergogna, magari desecretando archivi e documenti “segreti”.

La stazione di Bologna

Invero i tribunali hanno già da tempo sentenziato la matrice di estrema destra del tragico evento, indicandone anche gli autori, ma lasciando al contempo molti dubbi e zone d’ombra su cui il coraggioso giornalista romano ha posto le sue dettagliate osservazioni, leggiamole:

Il 2 agosto è un giorno molto difficile per chiunque conosca la verità e ami la giustizia, che ogni anno vengono conculcate persino dalle massime autorità dello Stato (e mi assumo fieramente la responsabilità di quanto ho scritto e sono pronto ad affrontarne le conseguenze). La differenza tra una persona d’onore e uno che non vale niente è il rifiuto di aderire a versioni di comodo quando invece si conosce la verità. E accettare la bugia perché così si può vivere più comodi. Intendo proclamare al mondo che Cristo NON è morto di freddo e nessuno potrà mai costringermi a accettare il contrario. Così come so per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali”. E se io dico la verità, loro – ahimè – mentono. Ma come i martiri cristiani io non accetterò mai di rinnegare la verità per salvarmi dai leoni. Posso dimostrare a chiunque abbia un’intelligenza media e un minimo di onestà intellettuale che Fioravanti, Mambro e Ciavardini non c’entrano nulla con la strage. Dire chi è responsabile non spetta a me, anche se ritengo di avere le idee chiarissime in merito nonché su chi, da più di 40 anni, sia responsabile dei depistaggi. Mi limito a dire che chi, ogni anno e con toni da crociata, grida al sacrilegio se qualcuno chiede approfondimenti sulla questione ha SICURAMENTE qualcosa da nascondere. A me, con questo ignobile castello di menzogne, hanno tolto la serenità, gli affetti e una parte fondamentale della vita. Non riusciranno a farmi rinunciare a proclamare la verità. Costi quel che costi… Come Giona tra i flutti non tremo… Vieni a prendermi balena, non ti temo. E scusate se ve lo dico – col massimo del rispetto e dell’amicizia – a questo post non basta mettere un “mi piace”, dovete rilanciarlo e condividerlo… altrimenti hanno vinto loro, gli apostoli della menzogna…”

E infine come commento finale, De Angelis puntualizza:

“Come ogni libero cittadino di questa Nazione, ho esercitato il diritto di esprimere la mia opinione su un evento solstiziale della nostra storia, fondata su decenni di inchiesta svolta come giornalista e parlamentare. E certo, non lo nego, animato dalla passione di chi ha avuto un fratello morto, vittima di uno degli accertati depistaggi orditi per impedire l’accertamento della verità, con l’utilizzo della falsa testimonianza del massacratore del Circeo Angelo Izzo. E quindi con il diritto personale e familiare di chiedere di approfondire ogni analisi finché non sia dissipato qualunque dubbio. Ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso”.

Cosa pensare dopo queste dichiarazioni al fulmicotone di De Angelis fatte dopo Cerimonie del Ventaglio e gli Italiani già con un piede sotto l’ombrellone: questo volenteroso Governo Meloni saprà superare il quarantennale Gattopardismo di stato e Benaltrismo strisciante o al solito “Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”?

Buone ferie e “Vigile attesa” a tutti!

Chi è Marcello De Angelis?

Il giornalista Marcello De Angelis è nato a Roma il 18 febbraio 1960 ed è stato direttore di alcune testate nazionali tra cui il mensile Area e dello storico quotidiano il Secolo d’Italia. Già eletto al Senato nel 2006 con le liste di Alleanza nazionale e alla Camera nel 2008 con il Popolo delle Libertà è apprezzato scrittore autore di numerose pubblicazioni e studioso di questioni mediorientali. Prolifico anche in campo musicale come autore e cantautore dal 04/05/2023 del è stato chiamato dal nuovo presidente della Regione Lazio Francesco Rocca a fare da responsabile della comunicazione istituzionale.

Fonte: https://www.facebook.com/profile.php?id=100063748268835 del 06 Agosto 2023

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