HomeArchivio articoli degli autoriAndrea ComettiCos’è la donna? di Andrea Cometti

Cos’è la donna? di Andrea Cometti

Da Penelope di Itaca fino alle moderne caricature di una identità femminile perduta, una domanda divenuta oggi scomoda: “Cos’è la donna?”

E’ incredibile, ma oggi non si sa più rispondere a una domanda così innocua e banale, provare per credere: “Cos’è la donna?” è di fatto divenuto un quesito da evitare, quasi tacitamente vietato, che di contro rappresenta la reale cartina di tornasole di ciò in cui si è trasformata la nostra Civiltà Occidentale, precipitata in un baratro “Logico identitario” senza precedenti.

Più che una domanda, la stessa viene ormai percepita come un velato ossimoro, una provocazione finalizzata a mettere in evidenza i paradossi dell’età moderna e di riflesso i suoi sacri dogmi legati al progresso illimitato, alla scienza e alle presunte conquiste sociali. Ma perché e come si è arrivato a questo incredibile corto circuito e soprattutto c’è un disegno prestabilito dietro tutto questo, compresa la stessa battaglia per la parità sessuale delle donne?

Sobbalzeranno i molti femministoidi e guardiani della storia, messi a sorvegliare il nostro passato, ma andando indietro nel tempo non possiamo non ricordare la figura di Penelope (quella del mitico telaio), donna simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile e non solo: governando da Regina l’isola di Itaca in assenza del marito Ulisse, Penelope è la dimostrazione storica che già nel “Barbaro” mondo greco la figura femminile aveva il suo prestigio e dignità, e bestemmia delle bestemmie: forse alla pari di quello maschile!

E poi, in fin dei conti anche nel racconto della vetusta Bibbia non si affermava che: “Maschio e femmina Dio li creò” dove i due sessi sono creati uguali, in perfetta sintonia simmetrica e soprattutto con la medesima dignità; anche se, contrordine compagni come ci insegna oggi la nuova teologia New Age quelle della Bibbia e dei Vangeli sono considerate tutte balle o solo bieche superstizioni del passato essendo che, a quel tempo . . . .  non c’erano i telefonini e le onniscienti Televisioni per testimoniare l’autenticità degli avvenimenti narrati.

Altro esempio sul tema è il ruolo dell’ex Madonna cattolica, fatta oggetto di un profondo Restyling come una banale autovettura e oggi trasformata in una povera donna di strada (perché non aveva un luogo adeguato per partorire), fuorimoda, rigorosamente meticcia e tanto altro, vogliamo mettere: molto meglio e più adeguata ai tempi la Madonna rock star Veronica Ciccone o l’Eco-sostenibile madre terra Pachamama.

Invero, la chiesa ex-Cattolica è già crollata da tempo avendo definitivamente abdicando al suo ruolo di guida spirituale almeno dal Concilio Vaticano II e in parte, anche proprio a causa dell’ambiguo ruolo marginalizzato della donna, il mantra motivazionale si può notare è sempre stato lo stesso, soprattutto dalla rivoluzione protestante di Martin Lutero in poi: “Perchè i preti e le suore non si possono sposare e la verginità di Maria? e il ruolo di Maria corredentrice, con l’immancabile tematica della Santa inquisizione, Galileo Galilei e la caccia alle streghe”, quest’ultime viste oggi come delle femministe ante litteram vittime del nefasto medioevo, vera contraddizione in termini da un punto di vista storico-teologico della chiesa oggi regnante.

Tornando al domandone iniziale: «Cos’è una donna?», dobbiamo citare e ringraziare tale Matt Walsh autore di un film-documentario “What is a woman?”, Walsh ha girato tutti gli Stati Uniti ponendo questo innocuo quesito, ma scoprendo che: “Tra molto disagio ed espressioni di imbarazzo”, sostanzialmente nessuno degli intervistati è stato in grado di rispondergli. Sì, ci sono stati un professore di psicologia che di fronte alla domanda ha affermato con logica elementare, che: «Una donna è una persona che si identifica come una donna» e un altro Gender-correct che «La femminilità è una combinazione dei tuoi attributi fisici e di ciò che stai mostrando al mondo attraverso indizi di genere che dai», ma la gran massa degli intervistati risultava evasiva e svicolante, quasi impaurita nell’affrontare la domanda e la sottostante tematica proposta.

Tra nani, ballerine e le tante caricature femminili e maschili presenti nel nostro Paese sarebbe proprio interessante riproporre questo Format di Walsh nel Circo Italia: il nostro apprezzato laboratorio sociale potrebbe riservare non poche sorprese.

E’ triste infine notare, che tra politically correct e pensiero unico l’argomento è veramente diventato territorio minato e oggi, forse neanche le nostre donne più sagge e coraggiose del nostro recente passato, come Oriana Fallaci o Ida Magli, avrebbero saputo o potuto rispondere a questa intrigante domanda.

Questo lo status attuale delle cose, che è di fatto la reale vexata quaestio di cui dovremmo discutere, con sottofondo il tema da sempre centrale e fondamentale dell’umana esistenza legato al concetto di “Verità” e del suo più subdolo nemico il “Relativismo” con il suo pervasivo nichilismo intellettuale.

La donna per nostra fortuna, in quanto esclusivista (per ora) della maternità, in realtà sa benissimo di essere: “Il centro del mondo umano”, il problema nasce quando vuole imitare l’uomo, divenendone spesso una sua ridicola caricatura (e viceversa intendiamoci), il capovolgimento del mondo moderno nasce proprio e solo da questo.

Il problema è quindi, l’identità perduta, sia essa coniugata al maschile, che al femminile: la donna, spesso distratta da false sirene adeguatamente innescate, ha solo dimenticato di guardare con serenità a se stessa, riconquistando con orgoglio la sua essenza identitaria originaria: unica, armoniosa e meravigliosamente insostituibile.

Andrea Cometti il 31 Luglio 2023

RELATED ARTICLES

Most Popular

Recent Comments