Grande estimatore e studioso del Doctor angelicus nel 1879 Leone XIII pubblicò la famosa Enciclica in cui esortava che la filosofia di S.Tommaso fosse in tutte le scuole cattoliche considerata come la fonte del metodo e della dottrina insegnata.
Con il nuovo Pontefice americano Leone XIV, che nel nome scelto dal Cardinale Prevost sembra un vero auspicio per una rivalorizzazione della Tradizione Tomista esponiamo di seguito un interessante scritto tratto dal libro del 1888: “Vita Popolare Anedottica del Sommo Pontefice Leone XIII”. Estratta dall’Omaggio pel suo Giubileo Sacerdotale. Delle Illustrazioni Cattoliche della Palestra del Clero Roma 1888 Tipografia Sociale – Via del Governo Vecchio 39. Capitolo XI.
1888 Leone XIII e S.Tommaso D’Aquino (Pag.174-175)
Salito sulla Cattedra di S. Pietro, e divenuto Maestro della Chiesa universale, Leone XIII più che mai si adoprò a ricondurre all’antica gloria la filosofia cristiana, nata nei primi secoli della Chiesa, perfezionata dai primi apologisti e dai SS. Padri, e giunta nel secolo XIII a quel grado di perfezione, a cui potea solamente por tarla il genio divino dell’Aquinate, che basterebbe da solo ad onorare la nostra grande nazione. A raggiungere il sublime intento, faceva d’uopo dare agli studi superiori dell’ecclesiastica gioventù un’impulso tutto nuovo, informarli alla dottrina e indirizzarli al metodo di S.Tommaso. Il 4 agosto 1879 Leone XIII pubblicò la famosa Enciclica, colla quale manifestava il suo divisamento, che la filosofia di S.Tommaso fosse in tutte le scuole cattoliche considerata come la fonte del metodo e della dottrina insegnata. I protestanti (1) accusarono il Papa di voler far retrocedere il mondo moderno, verso la oscura scolastica del medio evo. Solo gli uomini animati da spirito di partito e che considerano le cose superficialmente, potevano ragionare in tal guisa. L’animo del Pontefice, lungi dall’essere ostile al progresso e al naturale svolgimento delle scienze, mirava ad infondere nelle menti la pienezza delle verità naturali e soprannaturali, spogliata dal dubbio e dall’errore. La filosofia di S.Tommaso conduce il cristiano in un punto, in cui havvi il centro dell’ordine di natura è sopra natura, e perfettamente lo illumina sulle sue relazioni con l’uno e con l’altro. L’Enciclica dopo di aver dimostrata l’utilità della filosofia, «da cui dipende in gran parte la diritta ragione di tutte le altre scienze» insiste sulle condizioni critiche dell’età presente, le quali richiedono «una dottrina filosofica, che tenga in conto del pari le massime della fede e la dignità della scienza umana. L’ordine della stessa Provvidenza divina richiede che per ricondurre i popoli alla fede e alla salute, si domandi aiuto anche alla scienza umana; la quale industria prudente e saggia fu usata frequentemente dai più illustri Padri della Chiesa, siccome lo attestano i monumenti dell’antichità. Eglino infatti costumarono dare alla ragione molte ed importantissime parti compendiate in brevissime parole dal grand’Agostino: il quale attribuisce a questa scienza, ciò per cui la fede salutare ha principio, nutrimento, forza e difesa». L’ Enciclica dimostra poi che l’uso retto e scientifico della ragione spiana il sentiero della fede additando, con le sue proprie facoltà, molte verità fondamentali della Religione, come ad esempio l’esistenza di Dio Creatore, la natura e gli attributi della Divinità, ed altre, proposte alla nostra fede dalla rivelazione.
(1) Nota: nel senso di coloro che protestano e non di Luterani.
In redazione il 29 Luglio 2025


